Come cambia l'etichettatura Ambientale

Etichettatura Ambientale

Il D.L.gs. 116/2020, in recepimento alle direttive europee del “Pacchetto Economia Circolare”  ha introdotto nel Testo Unico Ambientale nuove regole di etichettatura ambientale per gli imballaggi al fine di garantirne una maggiore circolarità e ridurne la produzione di rifiuti.

La finalità è quella di agevolare il riutilizzo degli imballaggi e di favorire una conoscenza più chiara al consumatore circa il fine vita del prodotto.

La decisione interviene su due fronti diversi ( B2B - B2C) ovvero se l’imballaggio sia destinato ad una vendita consumer o attori coinvolti nella filiera ( trasporto, logistica).

Si fa inoltre un’altra differenza: Materiali monocomponenti  e multicomponenti.

Il decreto milleproproghe ha tuttavia distinto l’entrata in vigore delle modifiche:

Dal 1/1/2022 scatta l’obbligo di indicare: “le modalità stabilite dalle norme tecniche UNI applicabili, […] per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulle destinazioni finali degli imballaggi.”

Dall’1/1/2021 è in vigore l’obbligo di indicare: “indicare, ai fini della identificazione e classificazione dell’imballaggio, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati, sulla base della decisione 97/29/CE della Commissione”.

Quindi al momento gli operatori dovrebbero:

Apporre sugli imballaggi la codifica alfanumerica identificativa del materiale come da Decisione 129/97/CE, in vigore dal 26 settembre 2020. 

Pertanto tutti gli imballaggi (primari, secondari, terziari) devono prevedere tale codifica. Relativamente all’apposizione dei codici di identificazione del materiale sulla base della decisione 97/129/CE, l’obbligo è in capo ai produttori. 

Oggi, gli aggiornamenti normativi hanno introdotto l’obbligatorietà dell’etichettatura ambientale, ma questa novità ha fatto sorgere non pochi dubbi interpretativi in merito ai contenuti da riportare in etichetta.

Sospeso al momento l’obbligo di 

  • Apporre sugli imballaggi destinati al canale B2C le indicazioni per il corretto conferimento in raccolta differenziata.

Soggetti obbligati

Per quanto sopra, è inevitabile che la scelta dell’etichettatura ambientale diventi un’attività di condivisione per la sua formulazione, tra fornitore di packaging e utilizzatore. 

Il lavoro corale, svolto tra le parti in comune accordo, porterà a scegliere la formula opportuna di etichettatura ambientale.

A riprova della necessità che vi sia la fattiva collaborazione tra le parti, produttore e utilizzatore dell’imballaggio, si pone l’articolo 261 comma 3) che prevede che a chiunque immetta sul mercato imballaggi privi dei requisiti di etichettatura, sia applicata una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.200 a 40.000 euro.

Reg 1169- 2011 art 13.

E’ chiaro altresì che le informazioni presenti in etichetta devono comunque essere ben leggibili e visibili, quindi occorre seguire le indicazioni ivi previste.

CONAI ha maturato negli anni un’esperienza unica sull’eco-design del packaging.

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Fonti ( Great Italian Food Trade)

Dott.ssa Roberta Romano | Diritto dei mercati Agroalimentari |